1945-50 Giappone

Il Giappone fu occupato dagli alleati dal 1945 al 1952. Pur essendo formalmente un occupazione alleata, fu attuata dagli statunitensi ad eccezione di un piccolo contingente australiano.

I territori occupati dal Giappone durante la guerra dei quindici anni e durante le precedenti guerre di espansione ritornarono sotto la dominazione coloniale o, come nel caso di Taiwan e della Manciuria, furono restituiti alla Cina; la corea fu occupata dall’Unione Sovietica a nord del 38° parallelo e dagli Stati Uniti a sud.

Il Giappone era stato prostrato dalla guerra totale: siluramenti, bombardamenti, morti e distruzioni avevano preceduto anni di disoccupazione e abbandono del territorio.

In questa situazione iniziò a operare lo SCAP (Supreme Commander of Allied Powers, Comando supremo delle potenze alleate).

Quando il Giappone, il 15 agosto 1945 accettò la resa incondizionata prevista dalla dichiarazione di Potsdam del 26 luglio 1945, il presidente statunitense Harry Truman (succeduto a Franklin Delano Roosevelt deceduto il 12 aprile 1945) nominò comandante supremo delle potenze alleate il generale Douglas MacArthur e il 6 settembre approvò lo schema per l’avvio della “Politica iniziale degli Stati Uniti verso il Giappone dopo la resa”. Da tale documento emerge la volontà egemonica di Washington  in caso di divergenze tra gli occupanti.

Dopo aver completata l’0ccupazione dell’arcipelago e chiuse tutte le industrie belliche, il 4 ottobre 1945 Mac Arthur firma una direttiva che introdusse in Giappone i diritti civili e le libertà politiche.

Lo SCAP seguendo tale direttiva procedette con:

-         abrogazione delle leggi fasciste

-         liberazione dei prigionieri

-         abolizione della polizia segreta e censura

-         sospensione di testi e corsi scolastici con orientamento propagandistico e riapertura di nuovi corsi.

L’azione dello SCAP fu dinamica fino al giugno 1946, successivamente perse di incisività a causa delle resistenze, palese e sotterranee dell’amministrazione e del governo giapponese.

Esempio evidente del momento storico fu la vicenda della cosiddetta “giustizia dei vincitori”.

Si trattò di una grossa epurazione dei collaborazionisti  predisposta dagli occupanti con la costituzione di un tribunale militare. Inizialmente i soggetti individuati furono oltre 200.000, dei quali il 90% militari.

Per intervento di Yoshida Shigeru, leader indiscusso degli anni della ricostruzione, il loro numero fu ben presto ridotto. Per molti fu dimostrato che la collaborazione era conseguente al loro ruolo istituzionale (insegnanti, postini, poliziotti…) e fu riabilitato. Nell’aprile 1952, con la riconquista dell’indipendenza, tutti gli epurati furono riabilitati dal governo giapponese. La condanne pesanti riguardarono 28 politici e ufficiali che si erano macchiati di “crimini contro la pace: 2 di essi morirono durante il processo, 7 furono condannati a morte, gli altri a pene detentive.

Gli Usa confermarono l’imperatore Hirohito come capo della nazione: la scelta fu saggia, l’imperatore rinunciò alla prerogativa di discendenza divina il 1° gennaio 1946 con un messaggio radio e aiutò la popolazione nei difficili anni dell’occupazione.

Il 3 maggio 1947 entro il vigore la nuova costituzione.

Economia

I problemi del dopoguerra sono urgenti e complessi, primo fra tutti la stagnazione economica, con un livello di sussistenza inferiore agli standard minimi e un inflazione che nel 1946 è pari al 400%.

In tale contesto gli USA avevano imposto lo scioglimento delle grandi holding finanziarie (zaibatsu) fautrici e finanziatrici dell’intervento Giapponese nella 2° guerra mondiale. Nel 1947 però, gli USA cominciano a vedere il Giappone come un alleato prezioso in un contesto internazionale che vedeva la minaccia dell’URSS e l’avvio della guerra fredda insieme alla nascita della Cina comunista di Mao, pertanto delle 1.200 imprese nel mirino degli USA, alla fine solo 9 furono sciolte.

Date fondamentali della ripresa economica furono il 1946 con la decisione di sospendere il pagamento dei danni di guerra e il 1949 anno in cui l’intervento dell’economista americano Dodge diede impulso all’economia e stabilità finanziaria (parità 360 yen per dollaro).

Negli stessi anni inizia la riforma agraria con l’esproprio dei latifondisti assenteisti e la distribuzione agli affittuari delle terre coltivabili a prezzi contenuti.

Insieme alla riforma economica da segnalare la riforma della scuola.

Nel 1950 un’ulteriore spinta alla ripresa economica venne dall’inizio della guerra di Corea che permise al Giappone di beneficiare delle commesse americane e di un crescente favore USA verso il nuovo alleato.

Dal 1950 cominciò così la ristrutturazione e riorganizzazione dell’apparato produttivo.

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