1945-50 sesso

Dopo le virili passioni del Duce per cui le donne lo hanno acclamato in pubblico e desiderato in privato, il dopo-guerra modifica la propria prospettiva nei confronti del sesso.

Dietro la ‘sana’ famiglia fascista prospera comunque, come sempre, la prostituzione.images.jpg

La fine della guerra e l’arrivo dei soldati americani, che portano negli zaini, assieme a chewing gum, cioccolato e foto di pin up, anche abbondanti scorte di preservativi e calze di nylon, sembra in grado di stravolgere il rigore sessuale degli italiani. Ma gli effetti, e gli eccessi (si pensi alla descrizione apocalittica della prostituzione a Napoli fatta da Curzio Malaparte ne La pelle), vengono presto stemperati dal successo elettorale democristiano. Per la Chiesa ogni piacere sessuale cercato al di fuori del matrimonio continua ad essere un peccato mortale. Ne consegue che ogni impulso sessuale non può che venire finalizzato all’obiettivo della procreazione, naturalmente all’interno del sacro vincolo matrimoniale.

È passata alla storia del costume la reprimenda che il giovane onorevole Oscar Luigi Scalfaro si sentì in dovere di rivolgere in un ristorante romano a una giovane signora in abiti ritenuti troppo succinti.

program_06_kamilla.jpgDietro la facciata di una granitica ideologia, la sinistra italiana mostra passioni e  infedeltà, come quelle del segretario del più grande Partito Comunista del mondo occidentale, Palmiro Togliatti, che nel 1948 scandalizza l’Italia per la sua relazione extraconiugale con la giovane deputata Nilde Iotti.

L’Italia è il paese del Vaticano e il matrimonio è una cosa seria, ne sanno qualcosa i coniugi Bellandi di Prato, che si vedono, nel 1957, scomunicare dal pulpito della parrocchia, per aver scelto il rito civile. Per la chiesa sono dei concubini. Ma lo stato è laico e il vescovo Fiordelli che ha ordinato la loro scomunica, viene citato in tribunale. Il vescovo viene condannato (una pena lieve), e quel giorno le campane di mezz’Italia suonano a lutto.

Ma lo scandalo per eccellenza di questi anni attraversa la vita del campionissimo: il ciclista Fausto Coppi.

Coppi, regolarmente sposato, ha un’amante, la passionale Giulia Occhini, meglio conosciuta come la Dama Bianca. Quando la relazione diventa di pubblico dominio si grida allo scandalo. Anche la Occhini è sposata e per lei scattano le manette, poiché l’adulterio femminile è ancora un reato. Coppi morirà nel 1960 e la sua dama lo piangerà a lungo.

Sullo sfondo storico dell’Italia della guerra fredda, governata dal 1948 dalla Dc con l’appoggio delle Chiesa e degli aiuti americani del piano Marshall, si snodano i primi scandali politici a sfondo sessuale del dopoguerra pinups.jpg(dal caso Santi a quello Montesi), le prime provocazioni di costume: le sfilate delle miss, gli spogliarelli di via Veneto, l’avvento della minigonna, i topless.

images2.jpgCon l’arrivo del cinema arrivano anche i primi film porno che girano impunemente nell’Europa libertina degli anni 20 – 30. In Italia, invece, il fascismo mette tutto al bando e bisogna arrivare al dopo guerra perché alcuni film tornino a circolare. Durante la guerra circolano invece le foto delle pin up per le quali i soldati spendono buona parte dei loro risparmi.

 La stampa ci mette del suo e ben presto capisce che il sesso fa tiratura: ecco apparire fin dai primi anni ’50 fotoromanzi con velate immagini erotiche, per poi arrivare – dalla metà dei sessanta – all’esplosione del fenomeno “riviste per soli uomini”, Man e Playboy su tutti. pin-up-4.jpg

L’omosessualità è sempre stata vista come una male da estirpare, una vergogna da celare. E’ così soprattutto durante il fascismo quando il codice Rocco non contempla neppure un comma sull’omosessualità: dunque, per la legge, il gay non può neppure esistere. E’ così che i “femminielli” finiscono al confino, internati nei manicomi, discriminati non solo dalla legge, ma anche dalla morale comune. Dopo la guerra le cose non cambiano di molto, se è vero che l’intellettuale Pier Paolo Pasolini viene espulso nel 1949 dal Partito Comunista per le sue tendenze da “invertito”. Sarà proprio la storia di Pasolini un esempio della lotta violenta che si perpetra contro i “deviati”. Il regista-scrittore sarà censurato, vilipeso, ostracizzato e alla fine ucciso in circostanze misteriose: mai accettato del tutto dalla società per la sua “diversità”.

1945-50 sessoultima modifica: 2009-04-14T15:39:00+00:00da storia60a
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